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DAL 9 Maggio ore 8:30
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AL 6 Giugno 2025 ore 18:15

LA MEMORIA NON BRUCIA: Einstein, 70 anni di scienza salvata

Mostra Bibliografica Biblioteca Tecnico Scientifica – Università degli Studi di Salerno Maggio 2025

Biblioteca del Polo Scientifico (Edificio G)

L’Associazione italiana biblioteche promuove, nella settimana dal 5 all’11 maggio 2025, la settima edizione di Libri salvati, rassegna annuale di letture pubbliche per ricordare il Bücherverbrennungen i roghi di libri avvenuti la notte del 10 maggio 1933 a Berlino e nelle principali città della Germania, al culmine di una vasta campagna per la “pulizia” della cultura tedesca mediante il fuoco.

Il Sistema Bibliotecario di Ateneo partecipa all'iniziativa con una mostra bibliografica dedicata a Albert Einstein, di cui ricorre quest'anno il 70° anniversario della morte, avvenuta il 18 aprile 1955. La mostra è allestita presso lo spazio espositivo della Biblioteca Tecnico Scientifica e sarà visitabile a partire dal 9 maggio.


LA MEMORIA NON BRUCIA:

Einstein, 70 anni di scienza salvata

Con l'ascesa del regime nazista negli anni '30, le politiche razziali discriminatorie, le persecuzioni ideologiche e la soppressione delle libertà individuali costrinsero numerosi intellettuali, accademici e scienziati a fuggire dalla Germania e dai territori sotto il controllo nazista, mettendo così fine alla brillante situazione scientifica e culturale iniziata in Europa durante i primi anni del novecento.

Durante il maggio 1933 la Deutsche Studentenschaft (l'unione degli studenti tedeschi), con l'appoggio del Ministero della Propaganda guidato da Joseph Goebbels, organizzò roghi pubblici di libri in diverse città tedesche, con l'obiettivo di "purificare" la cultura tedesca da opere considerate contrarie all’ideologia nazista: scritti di ebrei, comunisti, pacifisti e autori critici verso il regime.

Tra gli autori colpiti da questa censura vi fu anche Albert Einstein, celebre fisico ebreo tedesco, già noto a livello internazionale per la teoria della relatività e insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 1921. Oltre ai sui contributi scientifici, i nazisti consideravano pericolose le sue idee pacifiste e la sua posizione pubblica contro la guerra e il militarismo. Nel 1933 Einstein si trovava negli Stati Uniti per una serie di conferenze. Allarmato dagli sviluppi politici in Germania e consapevole della minaccia rappresentata dal regime nazista, decise di non farvi ritorno. Nello stesso anno presentò le dimissioni dall’Accademia Prussiana delle Scienze e rinunciò formalmente alla cittadinanza tedesca. In seguito si stabilì a Princeton, presso l’Institute for Advanced Study, dove proseguì la sua attività scientifica e divenne una figura di rilievo nel dibattito pubblico, impegnandosi in cause pacifiste, antifasciste e a favore dei diritti civili.

Il rogo dei libri del 1933 non fu solo un atto di censura, ma un atto programmatico di epurazione culturale. Einstein, insieme ad altri intellettuali in esilio, rappresentò una forma di resistenza etica e scientifica a tale barbarie. La sua figura resta emblematica per comprendere il ruolo dell’intellettuale di fronte ai totalitarismi del XX secolo.


"Non si tratta solo del problema tecnico di assicurare e conservare la pace, ma anche dell’importante compito di educare e illuminare le menti. Se vogliamo resistere alle forze che minacciano di sopprimere la libertà intellettuale e individuale dobbiamo avere chiaramente presente ciò che è in gioco, e qual è il nostro debito verso quella libertà che i nostri antenati ci hanno conquistato a prezzo di dure lotte.

Senza una tale libertà non vi sarebbe stato uno Shakespeare, un Goethe, un Newton, un Faraday, un Pasteur o un Lister. Non vi sarebbero abitazioni confortevoli per la maggior parte della gente, né ferrovie, né radio, né difesa dalle epidemie, né libri a buon mercato, né cultura, né godimento dell'arte aperto a tutti. Non vi sarebbero macchine per sollevare l’uomo dalla dura fatica necessaria per produrre i beni essenziali al vivere. La maggior parte della gente condurrebbe una grigia vita di schiavitù come sotto i despoti dell’Asia antica. Solo uomini liberi realizzano quelle scoperte e quelle opere intellettuali che ci rendono oggi la vita meritevole di essere vissuta"

Einstein, Albert. Pensieri degli anni difficili. Traduzione di Luigi Bianchi. Torino: Bollati Boringhieri, 2015.

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